Essere una guida per delle guide

Storytelling per guide turisticheEssere una guida per delle guide è possibile se il viaggio si chiama narrazione.

È quanto mi è accaduto nei giorni scorsi con il corso che ho tenuto per ASCOM Padova dedicato all’applicazione dello storytelling in ambito turistico. È stata una bellissima esperienza e credo che miglior commento non possa che venire da una delle guide presenti in aula Serena Cecco:

Le guide turistiche raccontano storie tutti i giorni, fa parte del loro pane quotidiano. Valorizzano il patrimonio artistico, culturale e sociale del territorio. Raccontano di personaggi famosi che hanno segnato la Storia, o di personaggi minori che la Storia aveva dimenticato (e che sanno recuperare e valorizzare). Ma sanno raccontarsi? Quanto siamo bravi a trasmettere la nostra professionalità la nostra passione e la nostra unicità? Andrea Bettini, il formatore del corso Storytelling, organizzato da ASCOM Padova, ci ha ci ha accompagnati alla scoperta del raccontare sé stessi e quindi il proprio lavoro. Raccontare e raccontarsi non è facile, richiede attenzione e ascolto, pratica e tanta voglia di mettersi in gioco! Grazie a tutti i compagni di corso per il bellissimo viaggio. Grazie ad Andrea per averci accompagnate in questo viaggio, una volta tanto siamo state noi guide a farci portare, ed è stata un’esperienza molto bella, e sicuramente utile!

Un vulcano di energia sta travolgendo la Basilicata: «Ecco perché innovare da noi ha un fascino particolare»

Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”. Questa citazione attribuita ad Eleonar Roosvelt accoglie i visitatori sul loro sito Internet. Entusiasmo e determinazione invece, sono le sensazioni che mi hanno trasferito a parole. Parole, che assumono un valore ancora più importante quando sono susseguite da azioni. E loro di azioni ne stanno compiendo, tutte indirizzate verso la costruzione di una nuova realtà, dove l’innovazione è una pratica quotidiana.

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La folle corsa degli innovatori in Calabria: «Siamo in ritardo. Piede sull’acceleratore»

È l’ultimo tratto quello che stiamo percorrendo da Cosenza all’aeroporto di Lamezia Terme. Per la prima volta nell’arco di questo viaggio le nostre parole lasciano posto ai pensieri. È come se volessimo far decantare le emozioni di giornate che ci hanno offerto tanto. Lasciamo che la radio faccia il suo dovere di colonna sonora, mentre una frizzante aria entra dai finestrini semi-aperti. Francesco Rende, con i suoi immancabili occhiali da sole, guida. Io, riavvolgo i nastri di una memoria intrisa di straordinari incontri.

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