È sempre una questione di identità

È sempre una questione di identità. È sempre una questione di costruire il proprio futuro, guardando da dove si è partiti. È un processo, evolutivo e nello stesso tempo di ricostruzione dell’anima. Che ogni individuo ha. Che ogni impresa ha. Quella che vi sto per raccontare è un po’ un esempio di quella che potremmo definire genetica di un brand.

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Divertimento e lavoro (tanto lavoro): la storia di Rockin’1000

Claudia Spadoni, Executive Producer e General Manager di Rockin’1000 (ph. by Marco Onofri)

La settimana scorsa ho fatto una bella chiacchierata con Claudia Spadoni, Executive Producer e General Manager di Rockin’1000. Ne è uscita un’intervista che ho raccontato su To Be Continued, il blog sullo storytelling che curo per Nòva Il Sole 24 Ore.

Al di là di conoscere una bravissima professionista com’è Claudia, mi è piaciuto raccontare la storia di questo sogno che è diventato realtà perché, come ho scritto nell’articolo, in Rockin’1000 c’è tutta l’epica legata a una grande impresa e nello stesso tempo le coordinate fondamentali per fare impresa: la grandiosità di un sogno; l’aver sempre ben presente un obiettivo; una definizione strategica dell’operazione; un piano di esecuzione preciso e puntuale; la capacità di superare problemi e inconvenienti.

Tutto questo nella formula romagnola: divertimento e lavoro, tanto lavoro.

Questo è il link per leggere l’articolo.

A TuxTu con Daniele Lago

A Dialoghi D’Impresa lo scorso ottobre, avevamo concluso con un video particolarmente intenso. La sessione si chiamava “A TUxTU” e il protagonista è l’uomo e imprenditore Daniele Lago, CEO & Head Design di LAGO. L’obiettivo di questa sessione, era quello di realizzare un movie senza filtri per entrare in profondità dell’animo umano del nostro interlocutore. Un racconto che viaggiasse su due binari, quello personale e quello professionale, in grado di far emergere l’intera dimensione della persona. Dove emozioni si alternano a strategie e, sentimenti a idee e slanci imprenditoriali evolutivi. Questo è il link per vedere quanto è stato realizzato.

Buona visione!

Un viaggio dall’#AvampostoImpresa

È stato un vero e proprio viaggio. Iniziato con questa riflessione “Il futuro: condizione necessaria per raccontarsi” con l’avvento della pandemia. Avevo la necessità e la voglia di ascoltare quale poteva essere la nuova narrazione di un’impresa quando si verifica un avvenimento del tutto inatteso e che spazza via anche quelle poche certezze che abbiamo.

È così che per tre mesi ho aperto la rubrica #AvampostoImpresa all’interno di To Be Continued, il mio blog  su nòva Il Sole 24 Ore. Non so se il viaggio sia terminato, però è il momento di fare un piccolo bilancio e perché no, rivedere alcuni fotogrammi di questa esperienza. Così come si faceva una volta, quando si tornava da una vacanza e si organizzava la serata diapositive con gli amici… sperando che non faccia lo stesso effetto. A parte le battute è un mio modo per ringraziare tutti coloro che hanno voluto dare una loro testimonianza in un momento difficile e sicuramente di trasformazione per le imprese, per le persone.

Buona visione!

 
        

#AvampostoImpresa: Alexia Boro

Ci siamo incontrati la prima volta qualche anno fa. Stava ragionando su nuove modalità per raccontare il museo. Ne era nata una bella esperienza formativa con lei e l’intero gruppo di lavoro nell’ambito della comunicazione. Da quell’occasione sono poi sorte altre attività che ci hanno visto collaborare insieme e soprattutto un legame di amicizia. Era quasi naturale che mi rivolgessi a lei per un fotogramma di questo periodo d’emergenza, ma in particolar modo per ricevere una sua visione sul futuro dei musei. Ne è uscita una testimonianza intensa con diversi spunti di riflessioni e con la speranza che quel nuovo umanesimo tanto auspicato abbia le sue fondamenta proprio nella cultura. L’#AvampostoImpresa  di oggi vi porta alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e lei ne è la Direttrice della Comunicazione e delle Relazioni Esterne: Alexia Boro.

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#AvampostoImpresa: Francesca Parisini

C’è un ambito imprenditoriale che dall’oggi al domani ha visto azzerato ciò faceva. Stiamo parlando degli eventi. La massima espressione di socialità. Un vero rituale collettivo. Avevo bisogno di parlarne con qualcuno che oltre a mettere a nudo lo stato dell’arte, mi proponesse in maniera autentica, dalla sua soggettiva, le paure, ma pure le speranze legate al futuro di questo settore. Mi serviva l’interlocutore giusto per affrontare questo tema. L’ho trovato. Anzi l’ho trovata. Lei si chiama Francesca Parisini ed è la co-founder, insieme a Luca Lazzaris di Elastica. Ne nasce un dialogo molto piacevole. Pragmatico, ma pure emozionante. Sì perché quando ti accorgi di avere di fronte una straordinaria professionista nel suo ambito, ma pure una persona e non un personaggio, si chiude il cerchio di un #AvampostoImpresa di valore.

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Da Lunedì Inizio versione podcast: Episodio #2

È disponibile l’episodio N. 2 di #DaLunedìInizio in versione #Podcast. L’ospite di questo secondo appuntamento è Franco Bolelli, filosofo, scrittore, docente a contratto al Politecnico di Milano e curatore di diversi eventi e festival tra cui Il Festival dell’Amore. Durante questo dialogo vengono trattati i temi a lui più cari come gli slanci evolutivi, le grandi imprese umane e l’intensità dei sentimenti come l’amore. Oltre ciò Bolelli in questo episodio racconta di Kobe Bryant e dell’importanza dello sport per la costruzione del carattere, oltre che del suo incontro con Lorenzo Jovanotti Cherubini, per la stesura a quattro mani del libro “Viva tutto!”. Tutto ciò sulle note dei brani portati dall’ospite, interpretati e riarrangiati da Chris Lavoro e Dario Dal Molin, che sono: Creep, Al chiaro di luna, What the world needs now, She loves you e Mariners Apartment Complex.

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#AvampostoImpresa: Walter Bertin

Ci sono alcune aziende nelle quali percepisci che c’è quella, che il buon Lorenzo Jovanotti Cherubini, chiamerebbe “tensione evolutiva”. Questo accade quando un’impresa è orientata al futuro. Ricerca, innovazione, curiosità, ma pure approccio, atteggiamento e attitudine. Tutto ciò coincide non solo con chi questa azienda l’ha fondata, ma in tutti coloro che vi collaborano. Se a questo si aggiunge visione, strategia e pure filosofia, c’è una forte probabilità che questo diventi un luogo ideale dove lavorare.

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