Divertimento e lavoro (tanto lavoro): la storia di Rockin’1000

Claudia Spadoni, Executive Producer e General Manager di Rockin’1000 (ph. by Marco Onofri)

La settimana scorsa ho fatto una bella chiacchierata con Claudia Spadoni, Executive Producer e General Manager di Rockin’1000. Ne è uscita un’intervista che ho raccontato su To Be Continued, il blog sullo storytelling che curo per Nòva Il Sole 24 Ore.

Al di là di conoscere una bravissima professionista com’è Claudia, mi è piaciuto raccontare la storia di questo sogno che è diventato realtà perché, come ho scritto nell’articolo, in Rockin’1000 c’è tutta l’epica legata a una grande impresa e nello stesso tempo le coordinate fondamentali per fare impresa: la grandiosità di un sogno; l’aver sempre ben presente un obiettivo; una definizione strategica dell’operazione; un piano di esecuzione preciso e puntuale; la capacità di superare problemi e inconvenienti.

Tutto questo nella formula romagnola: divertimento e lavoro, tanto lavoro.

Questo è il link per leggere l’articolo.

Ritratto di un incontro

Di saggi sulla leadership traboccano le librerie. Anche testi sull’importanza delle persone all’interno delle organizzazioni aziendali non mancano. Quello che manca spesso è la capacità di tramutare in azioni i buoni propositi e mantenere, alimentare e amplificare, quell’atteggiamento costruttivo in grado di dare la giusta definizione al successo: far accadere le cose. Quella che vi sto per raccontare è il dietro le quinte di una storia imprenditoriale straordinaria. Dove fatturato ed EBITDA ne consacrano il valore economico creato, ma che forse non ne dettagliano le sfumature più importanti, quelle legate a come si arriva a tali risultati. L’azienda della quale vi sto parlando oramai è un gruppo il cui nome è Somec. A capo di questo gruppo c’è un uomo verso il quale dirigerò il riflettore per capire l’importanza di avere un team di persone  in grado di condividere un sogno e capace di darne concretezza. Questo uomo si chiama Oscar Marchetto e questa storia nasce da un incontro con lui.

Vai alla storia su nòva Il Sole 24 Ore

Unire i puntini

Ci sono storie che sembrano già scritte per le quali, rileggendole a posteriori, se ne colgono dettagli che fanno capire che la direzione intrapresa dal racconto non poteva essere diversa. “Unire i puntini” citava Steve Jobs, nel suo celebre discorso all’Università di Stanford, il 12 giugno 2005, in occasione della consegna delle lauree. Comunque sia, la storia di Alessandro Sonego qualcosa di scritto ce l’aveva.

Leggi la storia su nòva Il Sole 24 Ore

Un viaggio dall’#AvampostoImpresa

È stato un vero e proprio viaggio. Iniziato con questa riflessione “Il futuro: condizione necessaria per raccontarsi” con l’avvento della pandemia. Avevo la necessità e la voglia di ascoltare quale poteva essere la nuova narrazione di un’impresa quando si verifica un avvenimento del tutto inatteso e che spazza via anche quelle poche certezze che abbiamo.

È così che per tre mesi ho aperto la rubrica #AvampostoImpresa all’interno di To Be Continued, il mio blog  su nòva Il Sole 24 Ore. Non so se il viaggio sia terminato, però è il momento di fare un piccolo bilancio e perché no, rivedere alcuni fotogrammi di questa esperienza. Così come si faceva una volta, quando si tornava da una vacanza e si organizzava la serata diapositive con gli amici… sperando che non faccia lo stesso effetto. A parte le battute è un mio modo per ringraziare tutti coloro che hanno voluto dare una loro testimonianza in un momento difficile e sicuramente di trasformazione per le imprese, per le persone.

Buona visione!

 
        

#AvampostoImpresa: Alexia Boro

Ci siamo incontrati la prima volta qualche anno fa. Stava ragionando su nuove modalità per raccontare il museo. Ne era nata una bella esperienza formativa con lei e l’intero gruppo di lavoro nell’ambito della comunicazione. Da quell’occasione sono poi sorte altre attività che ci hanno visto collaborare insieme e soprattutto un legame di amicizia. Era quasi naturale che mi rivolgessi a lei per un fotogramma di questo periodo d’emergenza, ma in particolar modo per ricevere una sua visione sul futuro dei musei. Ne è uscita una testimonianza intensa con diversi spunti di riflessioni e con la speranza che quel nuovo umanesimo tanto auspicato abbia le sue fondamenta proprio nella cultura. L’#AvampostoImpresa  di oggi vi porta alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e lei ne è la Direttrice della Comunicazione e delle Relazioni Esterne: Alexia Boro.

Vai all’articolo su nòva Il Sole 24 Ore

#AvampostoImpresa: Francesca Parisini

C’è un ambito imprenditoriale che dall’oggi al domani ha visto azzerato ciò faceva. Stiamo parlando degli eventi. La massima espressione di socialità. Un vero rituale collettivo. Avevo bisogno di parlarne con qualcuno che oltre a mettere a nudo lo stato dell’arte, mi proponesse in maniera autentica, dalla sua soggettiva, le paure, ma pure le speranze legate al futuro di questo settore. Mi serviva l’interlocutore giusto per affrontare questo tema. L’ho trovato. Anzi l’ho trovata. Lei si chiama Francesca Parisini ed è la co-founder, insieme a Luca Lazzaris di Elastica. Ne nasce un dialogo molto piacevole. Pragmatico, ma pure emozionante. Sì perché quando ti accorgi di avere di fronte una straordinaria professionista nel suo ambito, ma pure una persona e non un personaggio, si chiude il cerchio di un #AvampostoImpresa di valore.

Vai all’ascolto dell’#AvampostoImpresa su novà Il Sole 24 Ore

#AvampostoImpresa: Walter Bertin

Ci sono alcune aziende nelle quali percepisci che c’è quella, che il buon Lorenzo Jovanotti Cherubini, chiamerebbe “tensione evolutiva”. Questo accade quando un’impresa è orientata al futuro. Ricerca, innovazione, curiosità, ma pure approccio, atteggiamento e attitudine. Tutto ciò coincide non solo con chi questa azienda l’ha fondata, ma in tutti coloro che vi collaborano. Se a questo si aggiunge visione, strategia e pure filosofia, c’è una forte probabilità che questo diventi un luogo ideale dove lavorare.

Vai all’articolo su nòva Il Sole 24 Ore

 

#AvampostoImpresa: Luca Boccato

Si dice che i veri leader sono quelli che conquistano sul campo, attraverso la loro autorevolezza, questo ruolo. Lui questa caratteristica ce l’ha. È un uomo che ha ben presente l’importanza della gestione finanziaria di un gruppo, ma nello stesso tempo sa che la differenza la può fare solo un team preparato, coeso e dove ci sono un costante confronto e una condivisione di valori. È l’amministratore delegato di HNH Hospitality, uno dei gruppi più performanti nell’ambito della gestione alberghiera. Il suo nome è Luca Boccato e questo è il suo #AvampostoImpresa.

Ascolta l’intervista su nòva Il Sole 24 Ore

#AvampostoImpresa: Maurizio Zordan

Quando l’incontro la prima volta è una opaca giornata di fine settembre del 2015, ma basta la vista della città sociale di Valdagno e respirare l’eredità lasciata da Gaetano Marzotto, che tutto ciò che circonda quella vallata, assume dei toni decisamente più brillanti. Ma è proprio da quella prima chiacchierata con Maurizio Zordan, che mi accorgo che forse un certo approccio di fare impresa si è diffuso in tutto quel territorio o almeno è così per Maurizio.

Dobbiamo usare questo momento per progettare il dopo come lo vorremmo, cioè più sostenibilità e meno individualismo

Vai all’#AvampostoImpresa di Maurizio Zordan