Ne resterà soltanto uno (o forse no)

Lo scorso fine settimana è stato caratterizzato da un sabato particolare. Una giornata decisamente rigenerante, di confronto,  di condivisione di esperienze e di progettazione di scenari futuri. Il tema non poteva che essere la narrazione e tutto ciò è accaduto grazie alla presenza di uno straordinario gruppo di professionisti che hanno fatto delle storie e dell’immaginazione, a vario titolo, il proprio lavoro (e aggiungo anche la modalità per esprimere se stessi). Di loro, di noi, ci sarà modo di parlare con il tempo. Nell’attesa vi condivido una riflessione generata da questo incontro tra anime affini. Parte della giornata è stata dedicata al tema di grande attualità e discussione sull’Intelligenza Artificiale. Abbiamo testato ChatGPT. Lo abbiamo osservato, analizzato, stressato. Non mi dilungo sulle considerazioni in merito a ciò che è, ciò che fa e ciò che può diventare. Torno invece sulla riflessione e la consapevolezza che mi sono portato a casa da questa esperienza. Non ci sono certezze, se non quella di fare il proprio lavoro al meglio. Chi scrive come me per raccontare storie di impresa lo fa quasi come una missione. Quella di far emergere l’anima di un’impresa. Perché dico ciò? Non sappiamo fino a che punto arriverà la tecnologia in questo ambito, di sicuro abbiamo bisogno sempre di metterci in discussione per migliorare, ricordarci la fortuna che abbiamo nel fare questo lavoro, allenare l’empatia, creare relazioni umane ed emozionare e continuare ad emozionarci. Alla fine non faccio che ritratti di persone attraverso le parole. È per questo che sono tornato a casa e ho iniziato a scrivere dell’ultimo incontro che avevo fatto in un’azienda appena prima di Natale. A voi la lettura, nella speranza di donarvi anche solo una piccola sensazione del perché faccio tutto ciò. Buona lettura.

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Un piccolo racconto collettivo

Lo scorso 26 maggio, insieme ad AIDP Triveneto, partner di Dialoghi D’Impresa, abbiamo organizzato un vero e proprio laboratorio delle emozioni, con l’obiettivo di realizzare un piccolo racconto scritto a più mani per condividere, riflettere e prendere consapevolezza che ogni cambiamento, anche quello più inaspettato, fa parte dello scorrere della vita, che come le emozioni, è in continuo movimento. Bene, da questo link potete scaricarvi il risultato di questo esperimento digitale, dove la narrazione, ha permesso di realizzare questo intenso racconto collettivo.

Buona lettura!

Panta rhei: parole in movimento per scrivere una storia comune

Nulla è durevole quanto il cambiamento. Non c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare. Tutto fluisce, nulla resta immutato.
-Eraclito

Martedì 26 Maggio alle 18:30 all’interno della rassegna #Aperitiamo organizzata da AIDP Triveneto faremo un vero e proprio laboratorio sulle emozioni con l’obiettivo di realizzare un piccolo racconto a più mani da leggere, da condividere, per riflettere e prendere consapevolezza che ogni cambiamento, anche quello più inaspettato, fa parte dello scorrere della vita, che come le emozioni, è in continuo movimento.

Questo è il link per iscriversi e parteciparvi.

Raccontando il capitale sociale e umano

Quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità, WHO Europe, ci ha chiesto di raccontare attraverso un video un case-study di un programma virtuoso com’è quello delle Habitat Micro-aree (una serie di attività di assistenza integrata, che collega le pratiche sanitarie ai servizi sociali, alle questioni abitative e alle reti della società civile, creando ambienti di supporto e comunità resilienti), l’incarico ha assunto fin da subito un valore che andava al di là di fare delle semplici riprese video. Qui si trattava di raccontare la dimensione umana di un progetto che ha nei suoi diretti protagonisti e beneficiari il valore aggiunto. Si trattava di trasferire le emozioni e le storie delle persone che vivono in questi spazi. Ne è uscito un racconto che mette a fuoco il capitale sociale e umano e dà risalto al senso di comunità. Un lavoro del quale sono particolarmente fiero. Una bella produzione di 7:31 Lab in collaborazione con Imago Design.

Buona visione.

Semplicemente grazie!

 

Da lunedì inizio: Gianfranco Damico

Da lunedì inizio: Gianfranco Damico

Semplicemente grazie!
Potremmo fermarci qui, a queste due parole seguite da un punto esclamativo che sentenzia che è superfluo aggiungere altro. Già perché questa seconda serata della rassegna Da lunedì inizio è stata talmente tante cose che nel tentativo di riassumerla si rischierebbe di dimenticarne momenti importanti. D’altronde con Gianfranco Damico sul palco non poteva essere diversamente. È bastato che si presentasse all’inizio per far capire alle tante (e attente) persone in sala che stava succedendo qualcosa d’importante. E qualcosa d’importante è accaduto. Sì perché alla fine, questa serata, è stata una grande celebrazione della vita. Domande come “cosa ci impedisce di essere felici?”, “il codice delle relazioni è veramente segreto?” è ancora “come si fa a non subire le emozioni?” hanno trovato risposte concrete e convincenti e soprattutto, hanno lasciato in ognuno dei presenti spunti e voglia di mettersi in gioco nelle proprie quotidiane sfide. Il tutto con la consapevolezza che il pensiero positivo e l’entusiasmo sono condizioni necessarie per affrontare il nostro personale viaggio, ma non sufficienti ed è qui, che entra in gioco, il potere dei realisti.

Quindi semplicemente grazie a Gianfranco Damico per i pensieri che ha condiviso. Semplicemente grazie a Chris Lavoro straordinario musicista e bellissima persona. Semplicemente grazie a tutti i presenti che forse potranno dire “io c’ero”.
Da lunedì inizio è proprio tutto ciò. Ora una piccola pausa per ritrovarci subito dopo Pasqua con le due ultime tappe di questo percorso: il 4 aprile con il dr. Filippo Ongaro e il 10 aprile con Sebastiano Zanolli.

Semplicemente grazie!