Ci siamo!

Non siamo mica la Coca-Cola, ma abbiamo una bella storia da raccontare - Andrea BettiniDa oggi “Non Siamo Mica la Coca-Cola, ma abbiamo una bella storia da raccontare” è disponibile in tutte le librerie, ma soprattutto da oggi le storie che ho vissuto non saranno più (solo) mie. Anche perché forse non lo sono mai state.
Quello che ho cercato di fare è stato di mettere su carta delle esperienze che altri avevano vissuto prima di me. Spero di essere stato sufficientemente rispettoso delle grandi emozioni che i veri protagonisti di questo libro mi hanno trasferito. Non mi rimane che lasciare a voi lettori il giudizio su quanto narrato in questo mio viaggio tra piccole e medie realtà imprenditoriali, nonché intraprendenti artigiani del fare.

Buona lettura!

Scheda del libro

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(Ph. Credits: Alfredo Montresor)

Casa Bertallot, dove la radio incontra il futuro di internet

La passione per la radio è qualcosa di viscerale. Legata a parole che si diffondono nello spazio. A musiche che diventano colonne sonore di momenti di vita. All’accensione di quella fantasia priva di limitazioni imposte dalle immagini. Portare un appassionato di questo media, uno di quelli che ci ha pure dedicato una tesi di laurea, a un festival delle radio è un po’ come portare un bambino a un grande luna park. RadioCity è il nome dell’evento. La fabbrica del vapore di Milano il luogo prescelto. La radio l’assoluta protagonista.

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Non chiamateli Case History, ma Storie

Se da quell’auditorium le parole del docente non si fossero trasformate in un entusiasmante racconto, Mivar, sarebbe rimasto uno dei tanti marchi citati durante un corso di strategie d’impresa. Allo stesso modo, se il mio primo capo non mi avesse fatto vedere come deve essere esposto il portfolio dei lavori realizzati, non credo che sarei riuscito a trasmettere le passioni e le professionalità che stavano dietro quei lavori. Di esempi ne avrei diversi da portare. Sono cambiati i tempi, le dinamiche economiche, gli strumenti di comunicazione, ma il problema di base rimane lo stesso: trasferire all’interlocutore quanto di buono si è fatto.

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Pensare (in gruppo) in modo innovativo e fuori dagli schemi

Se ti svegli all’alba per essere a Padova alle 8:30 di un sabato mattino, o sei devoto a Sant’Antonio e sei lì in pellegrinaggio, oppure sei fiducioso. Fiducioso che l’innovazione, non sia solo un intercalare tra i più usati nell’ultimo periodo, ma un fondamentale processo per l’evoluzione di un Paese. È così che a pochi passi dalla stazione, in uno spazio di rigenerazione urbana, come quello di coworking del CO+, ci si trova per condividere un nuovo metodo di facilitazione del pensiero mirato all’innovazione. Iconthinking è il suo nome. Alberto Cappellari e Silvia Toffolon i suoi ideatori. In platea una trentina tra imprenditori, professionisti e consulenti, attenti a cogliere cosa ottenere attraverso tale strumento.

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Il Business Plan può avere un’anima?

Sembra un ossimoro. Cosa c’entrano le storie con i numeri? Perché servono dati, analisi, flussi e puntuali stime. C’è un’idea da valutare e un piano di sostenibilità da avvallare. Tutto corretto, fino a che però non viene accennato ad un altro aspetto. Questo si chiama anima di un progetto. Non è una visione filosofica del business, ma il terzo pilastro sul quale poggia. Un’idea deve essere innovativa, finanziariamente sostenibile e capace di coinvolgere a livello di empatia chi deve investirci del denaro. Con queste premesse mi appresto ad entrare nell’aula del prof. Giuseppe Pasciuti.

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TEDxVerona, un grande racconto collettivo della genialità (e della speranza)

Partecipare a un TEDx è come assistere ad un grande racconto collettivo. Gli interpreti sono le narrazioni che gli speakers alternandosi sul palco condividono con il pubblico. E di pubblico ieri al Palazzo della Gran Guardia di Verona ce n’era, eccome. C’era pure un titolo “Beyond The Wall”, ma soprattutto ci sono state tante storie.

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Un ponte tra Dublino e Venezia per un gemellaggio a suon di startup

Giovedì 26 febbraio a Venezia si svolgerà un incontro d’interesse per tutti coloro che vogliono sondare nuove opportunità di fare impresa in terra straniera. L’appuntamento denominato «Un ponte tra Dublino e Venezia» vuole fornire una panoramica sulle possibilità che offre un Paese come l’Irlanda nella creazione e nello sviluppo di nuovi business.

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