Risvegliamoci!

TEDxMestre: il risveglioCondurre il TEDxMestre sabato scorso è stato un onore. Per chi negli ultimi anni si è alimentato di TED Talks  e ha divorato gli articoli di WIRED è stato un pò come realizzare un sogno. Poi il tema di questo TEDxMestre “Il Risveglio”, me lo sentivo particolarmente cucito addosso.

È stato un vero e proprio viaggio, dove le tappe sono state scandite da straordinari speakers che hanno condiviso la loro esperienza su questa tema da angolazioni diverse, che messe insieme però hanno fornito ai tanti presenti un quadro d’insieme di forte ispirazione. Siamo partiti con il dr. Filippo Ongaro, che con la sua capacità comunicativa ha perfettamente introdotto il senso di vivere una “vita a pieno” introducendo nella nostre quotidianità nuove positive routine e abbandonando cattive abitudini alimentari e comportamentali. Con l’architetto Alessandro Melis, Direttore della Cluster for Sustainable Cities e curatore del Padiglione Italia della prossima Biennale Architettura (il cui tema sarà le Comunità Resilienti) è stato come essere accompagnati da un novello Italo Calvino alla scoperta delle città sostenibili del futuro. Con la giovane Alessia Russo, CEO e Co-Founder di Drone Guardy, si è potuto capire e togliere molti preconcetti attorno all’utilizzo dei droni come strumenti nel campo della sicurezza. La professoressa Ivana Padoan ci ha trasportati in un risveglio fatto di storie e sull’importanza dell’individuo come soggetto di relazioni e connessioni. Il Professore Ordinario di Psicologia Generale all’Università Cattolica di Milano, Giuseppe Riva ci ha portato a riflettere come la tecnologia possa essere di straordinario aiuto nel campo della medicina e dei disturbi nella sfera psicologica. Prima di chiudere la prima sessione di speech, le straordinarie ragazze di Venezia Balletto hanno dato una loro interpretazione di risveglio attraverso il linguaggio della danza. Una performance veramente intensa.

La seconda sezione di talks è iniziata con Lorenzo Busi, Responsabile comunicazione e Direttore Creativo di BigRock, che attraverso il suo intervento ha messo in luce come l’educazione, la scuola debba adeguarsi attraverso la tecnologia nel traferire i propri contenuti in maniera più coinvolgente e d’interesse per i ragazzi. L’imprenditrice Serenella Antoniazzi, autrice del libro “Io non voglio fallire“, ha raccontato la sua personale e toccante esperienza legata al fare impresa e al trovarsi a non mollare di fronte a difficoltà che sembrano insormontabili. Gianluca D’Inca Levis, ideatore e curatore di Dolomiti Contemporanee, ha condiviso un’importante riflessione su pratiche sperimentali di rigenerazione del patrimonio e il rilancio di siti industriali o civili dismessi, attraverso l’utilizzo dell’arte contemporanea. Infine lo scrittore e Fondatore della prima scuola italiana di Barefoot Hiking, Andrea Bianchi, ha parlato (e fatto provare ai presenti) della filosofia e i benefici del camminare a piedi nudi in natura. Il tutto si è concluso con l’animata performance della street band Funkasin e non poteva esserci finale migliore, per sancire che da questo momento tutti eravamo pienamente risvegliati.

Grazie a tutto il fantastico Team di TEDxMestre che Matteo Maggiò ha costituito e ai tanti volontari che hanno dato un importante contributo. Un grazie va anche a tutti i partner che hanno sostenuto l’iniziativa e a tutte le persone che hanno scelto di essere lì con tutti noi.

Buon inizio settimana e buon risveglio!

Imprese Collettive

italia brasile 1982Oggi ritorno alle origini. Ho ben accettato l’invito di Luca Dalla Vecchia, co-autore insieme a Stefano Savastano del libro Codice 1982, di partecipare a un incontro particolare nella mia paese natio: Cerea. Sarà una doppia presentazione del loro libro e del mio “Non esiste un’unica stella. Perché le grandi imprese non si fanno da sole”. Lo facciamo oggi perché è una data particolare. Il 5 luglio 1982 la nazionale italiana sconfisse il Brasile di Zico, Socrates e Falcao e di fatto vinse il Mondiale di Spagna, compì un’impresa contro tutti i pronostici grazie, prima di tutto, ad una fortissima coesione interna. “Non esiste un’unica stella”  e “Codice 1982” nonostante siano due libri molto diversi tra loro coltivano una speranza ovvero che in un mondo sempre più individualista si ritorni a parlare di quanto sia importante trovare un vero dialogo tra persone, lavorare in gruppo per creare appunto imprese collettive. Come nella storia che racconto nel mio libro, dove si parla di un’azienda familiare che grazie alla condivisione di valori, opinioni e punti di vista è diventata una realtà consolidata all’interno del tessuto economico veneto.

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