Ritratto di un incontro

Di saggi sulla leadership traboccano le librerie. Anche testi sull’importanza delle persone all’interno delle organizzazioni aziendali non mancano. Quello che manca spesso è la capacità di tramutare in azioni i buoni propositi e mantenere, alimentare e amplificare, quell’atteggiamento costruttivo in grado di dare la giusta definizione al successo: far accadere le cose. Quella che vi sto per raccontare è il dietro le quinte di una storia imprenditoriale straordinaria. Dove fatturato ed EBITDA ne consacrano il valore economico creato, ma che forse non ne dettagliano le sfumature più importanti, quelle legate a come si arriva a tali risultati. L’azienda della quale vi sto parlando oramai è un gruppo il cui nome è Somec. A capo di questo gruppo c’è un uomo verso il quale dirigerò il riflettore per capire l’importanza di avere un team di persone  in grado di condividere un sogno e capace di darne concretezza. Questo uomo si chiama Oscar Marchetto e questa storia nasce da un incontro con lui.

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Unire i puntini

Ci sono storie che sembrano già scritte per le quali, rileggendole a posteriori, se ne colgono dettagli che fanno capire che la direzione intrapresa dal racconto non poteva essere diversa. “Unire i puntini” citava Steve Jobs, nel suo celebre discorso all’Università di Stanford, il 12 giugno 2005, in occasione della consegna delle lauree. Comunque sia, la storia di Alessandro Sonego qualcosa di scritto ce l’aveva.

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Dialoghi D’Impresa

Da venerdì scorso è online il sito internet di Dialoghi D’Impresa. Nel logo della manifestazione è racchiuso il significato di che cos’è questa manifestazione. Quel suo acronimo composto dalle lettere DDI e che graficamente assume le sembianze del tasto forward dei vecchi registratori musicali: andare avanti.
Non è un ossimoro che in un festival dedicato alla narrazione d’impresa si parli di futuro. Il racconto di un’impresa nasce nel passato, ma non ha la parola fine. È un racconto in divenire, a cui ogni piccola o grande organizzazione che sia, ne aggiunge collettivamente ogni giorno un nuovo capitolo.
Raccontare un’impresa non è solo un’operazione di amarcord, ma può essere l’occasione per una nuova spinta evolutiva dell’impresa stessa. Perché le imprese, come le persone, hanno bisogno di evolversi.
Questo è Dialoghi D’Impresa!

Un viaggio dall’#AvampostoImpresa

È stato un vero e proprio viaggio. Iniziato con questa riflessione “Il futuro: condizione necessaria per raccontarsi” con l’avvento della pandemia. Avevo la necessità e la voglia di ascoltare quale poteva essere la nuova narrazione di un’impresa quando si verifica un avvenimento del tutto inatteso e che spazza via anche quelle poche certezze che abbiamo.

È così che per tre mesi ho aperto la rubrica #AvampostoImpresa all’interno di To Be Continued, il mio blog  su nòva Il Sole 24 Ore. Non so se il viaggio sia terminato, però è il momento di fare un piccolo bilancio e perché no, rivedere alcuni fotogrammi di questa esperienza. Così come si faceva una volta, quando si tornava da una vacanza e si organizzava la serata diapositive con gli amici… sperando che non faccia lo stesso effetto. A parte le battute è un mio modo per ringraziare tutti coloro che hanno voluto dare una loro testimonianza in un momento difficile e sicuramente di trasformazione per le imprese, per le persone.

Buona visione!

 
        

#AvampostoImpresa: Sergio Ragone

Quando sarà finita di cosa avremo paura? Del futuro o di rivivere il passato?

L’#AvampostoImpresa di oggi è particolare.

Più che una testimonianza, è una lettera aperta, una vera e propria poesia.

Mi fa piacere che sia giunta da un amico che arriva da una terra che amo particolarmente come la Basilicata. È un giornalista e uno scrittore. Ha fatto del digitale il suo luogo di lavoro e della scrittura una buona ragione per resistere. Ha pubblicato qualche libro e molti li conserva nel cassetto. Sogna di fare un gol al Bernabeu con la maglia della Juve o di giocare alla Bombonera con quella del Boca. Umano, troppo umano. Il suo nome è Sergio Ragone e da questo link potete ascoltare il suo #AvampostoImpresa. Buon ascolto.

#AvampostoImpresa: Michela Beraldo

Michela Beraldo (a dx) protagonista dell’ #AvampostoImpresa di oggi, insieme alla socia Oriana Martini

Il racconto dell’#AvampostoImpresa di oggi arriva dalla città di San Donà di Piave. È una piccola, ma importante testimonianza. Piccola, perché non stiamo parlando di grande industrie, di grandi brand. Importante perché la protagonista di questo racconto, ha uno straordinario atteggiamento imprenditoriale, una voglia di crescere professionalmente e personalmente e uno spirito costruttivo di confronto e di condivisione.

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Da oggi in libreria: “Lino Frasson: l’uomo che ha cambiato il mondo delle saldatrici”

Lino Frasson: l'uomo che ha rivoluzionato il mondo delle saldatriciOggi esce il mio 5^ libro, la storia umana ed imprenditoriale di un uomo visionario che ha avuto la capacità di attorniarsi di persone capaci, motivarle e farle sentire parte di uno straordinario viaggio.
È il racconto di una persona dannatamente ostinata, che ha fatto del suo desiderio di emergere un progetto di vita e professionale in grado di lasciare un segno tangibile nel suo settore. Ossessionato dalla tecnica e sospinto da un forte senso estetico, ha fatto di questi due elementi la perfetta combinazione, che da sempre contraddistingue i suoi prodotti.
È una storia iniziata 40 anni anni fa e che tutt’oggi meravigliosamente continua. È la storia di “Lino Frasson: l’uomo che ha cambiato il mondo delle saldatrici” (ed. FrancoAngeli).
Grazie a Diego Campagnolo, Direttore Scientifico MBA Imprenditori CUOA, per la prefazione e a Paolo Gubitta, professore di Business Organization e Family Business all’Università di Padova, per l’introduzione e ricordo che acquistando questo libro si sosterrà la Fondazione Le 5 vie di Giorgio, fondazione nata in memoria di Giorgio Agostini, giovane e promettente imprenditore, scomparso a causa di una malattia.
Buona lettura!

Workshop: Sentirsi parte di una storia comune

Workshop - Sentirsi parte di una storia comune“Sentirsi parte di una storia comune”, è questo il titolo del workshop organizzato da AIDP – Associazione per la Direzione del Personale che avrò il piacere di tenere mercoledì prossimo 16 ottobre alle ore 18:30 presso il CUOA Business School. L’incontro avrà come obiettivo quello di far capire come la narrazione sia una metodologia efficace non solo ai giovani per candidarsi presso un’azienda, ma alle stesse aziende per condividere il proprio sistema valoriale al fine di essere attrattivi in fase di selezione e trattenere/motivare le risorse interne una volta inserite all’interno delle organizzazioni. Per coloro che volessero partecipare questo è il link per iscriversi.

Festeggiare il passato guardando al futuro

Lino Frasson: l'uomo che ha rivoluzionato il mondo delle saldatriciVenerdì prossimo 20 settembre avrò il piacere di essere la voce narrante dell’evento dedicato ai quarant’anni di Selco, l’azienda di Cittadella fondata da Lino Frasson nel 1979. Non sarà una semplice festa, ma un viaggio emozionale ripercorrendo questa storia imprenditoriale direttamente con il fondatore e le tante persone che hanno contribuito allo sviluppo di questa azienda. Sarà ospite anche il giornalista sportivo Giorgio Terruzzi, che si focalizzerà su come le grandi imprese sportive siano la perfetta metafora di storie imprenditoriali come questa di Selco, partita dal garage di casa dello stesso Frasson. Nell’occasione di questo evento sarà presentato in anteprima anche il libro che ho scritto su questa azienda “Lino Frasson: l’uomo che ha cambiato il mondo della saldatrici” (edito da FrancoAngeli e in libreria a partire da metà ottobre) e a tal proposito da questo link potete leggere la prefazione scritta dal prof. Diego Campagnolo, direttore scientifico MBA Imprenditori CUOA Business School.

Un’altra (magica) edizione

Non è magia è solo strategia 2019Forse non è completamente vero che la magia non centri. Quanto accaduto ieri sera durante la 4^ edizione di “Non è magia, è solo strategia!”, qualcosa di magico l’ha avuto. C’è stato un fil rouge che ha accompagnato gli interventi dei vari speaker. Qualcosa di intangibile, ma nello stesso tempo di una potenza straordinaria. Se tutte le testimonianze hanno rimarcato che i successi imprenditoriali non arrivano per caso, ma sono il frutto di un’attenta pianificazione strategica e di un piano attuativo ben preciso, nello stesso tempo ogni intervento ha rimarcato quanto la passione e l’entusiasmo, siano attivatori di un circolo virtuoso  che fa accadere le cose. Forse è questa la vera essenza del successo, un successo ancora una volta che ha sottolineato quanto sia importante che le due sfere dimensionali del fare impresa, quella umana e quella imprenditoriale, debbano evolversi in maniera armonica verso una direzione univoca. Uomo e business. Valori e profitto. Sogno e realtà. È da questi equilibri che l’impresa diventa l’avamposto ideale per quella funzione economica, sociale, comunitaria e politica che deve avere.

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