Perché anche un’impresa ha il suo ikigai

Alcune riflessioni dopo un paio di letture d’ispirazione:

La narrazione d’impresa mette nelle condizioni di riflettere e ritagliarsi i giusti momenti per cercare quelle risposte che possono far sì di crescere in maniera armoniosa. Attraverso la narrazione si danno voce ad almeno quattro delle aree della nostra esistenza: ciò che ami, la passione; ciò che serve al mondo, la missione; ciò che sai fare, la vocazione e ciò per cui sei pagato, la professione.

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Pronti a raccontare

on the roadAnche alla luce degli ultimi incontri fatti, è tutto pronto per puntare il riflettore sulla bellezza di chi fa impresa oggi. Oggi ho pubblicato all’interno del mio spazio su Nòva Il Sole 24 Ore quello che vuole essere un manifesto o più semplicemente un’anticipazione di ciò che andrò a fare nei prossimi mesi, che non è altro quello di dare continuità a ciò che da più di dodici anni sto già facendo: raccontare le tante belle storie d’impresa di questo nostro Paese.

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Perché anche la Pubblica Amministrazione deve sapersi (ben) raccontare

Storytelling e Pubblica AmministrazioneAnche la Pubblica Amministrazione ha bisogno di adottare una coerente narrazione di ciò che fa e di ciò che è. Combattere gli stereotipi e comunicare in maniera efficace con i cittadini sono già due buon motivi per farlo. Del tema ne avevo accennato un po’ di tempo fa su To Be Continued, il blog che curo per nòva Il Sole 24 Ore dedicato al Corporate Storytelling, ne parlerò invece il prossimo 2 maggio a Genova presso la Regione Liguria ad un pubblico di diretti interessati. Perché comunque anche la Pubblica Amministrazione ha un’anima, si tratta solo di metterla a fuoco e ben condividerla prima internamente e poi all’esterno.

Personal Storytelling

“Mi raccomando lei deve essere come una spugna… osservi, chieda, impari e non smetta mai di essere curioso”. Era il 1998 e questa frase ancora oggi rappresenta per me un chiaro messaggio. A rivolgermela era stata l’allora responsabile dell’ufficio stage della Camera di Commercio di Verona, alla presenza di colui che sarebbe stato il mio tutor prima, il mio primo datore di lavoro immediatamente dopo, un grande amico per sempre.

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