Vanity

Non esiste un'unica stella su Vanity FairAnche Vanity Fair parla di Non esiste un’unica stella, l’ultimo libro che ho scritto per FrancoAngeli e che racconta la storia di un’azienda dell’entroterra veneziano che ha saputo evolversi. In un bell’articolo a firma di Michele Razzetti, c’è l’intervista a Laura Calzavara, protagonista insieme alle sorelle Miledy e Alessandra, della nuova fase di sviluppo dell’impresa PuntoCiemme fondata dal padre Giancarlo agli inizi degli anni ’80.

Buona lettura

Lavorare e raccontare il proprio lavoro

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Andrea Bettini e Francesco Gavatorta, autori del libro #PersonalStorytelling – Costruire Narrazioni di Sè efficaci

 

Nei giorni scorsi Alberto Maestri ha pubblicato per Senza Filtro – Notizie dentro il lavoro, un’intervista a me e all’amico Francesco Gavatorta sull’importanza di lavorare e racontare il proprio lavoro. Questa è una delle mie risposte:

Quando entriamo all’interno di un’organizzazione aziendale lo facciamo attraverso ciò che sappiamo fare, ma allo stesso tempo per ciò che siamo. C’è un tema di competenze specifiche, ma anche di assetto valoriale: non a caso trovare “la persona giusta” è una delle criticità di un’azienda. Soft skills, ma non solo. Pensiamo a come cambiano gli equilibri all’interno di un gruppo di lavoro sulla base degli aspetti caratteriali e personali dei singoli. È innegabile che a un candidato, prima di arrivare a un qualsiasi colloquio, è stata “scannerizzata” la sua identità digitale per trarne informazioni professionali e personali. Si parte da LinkedIn per poi arrivare a tutte le altre piattaforme social. È chiaro che in un contesto come questo dobbiamo essere in grado di “vendere” noi stessi in maniera efficace e coerente, e questo passa proprio dalla capacità di raccontare se stessi online.

Qui potete leggere l’intera intervista

Non si vendono più solo prodotti ma esperienze

Intervista di Andrea Bettini su Il Gazzettino di VeneziaIeri il quotidiano Il Gazzettino ha pubblicato una mia intervista sul tema della narrazione applicata al mondo delle imprese per comunicare in maniera più efficace. Al di là del disguido del titolista che mi ha cambiato il nome in Marco (ma forse per rimarcare la mia “venezianità” in onore al patrono della città) ci sono alcuni passaggi che mi fa piacere condividere pure qui:

I teorici dell’economia dicono che ci stiamo sempre più dirigendo nella direzione non tanto di possedere qualcosa, ma di utilizzare qualcosa. Se questa è la premessa è chiaro che sempre più si andrà nella direzione non tanto di acquistare un prodotto, ma di vivere un’esperienza e qui entra in gioco in maniera imponente il ruolo della narrazione.

 

Per quanto riguarda invece la promozione di se stessi, il racconto ha la funzione di trasferire la componente umana di una persona. Le aziende hanno bisogno non solo del saper fare di un individuo, ma anche del suo essere, inteso questo come valori, fiducia e passione nel fare le cose. La narrazione del sé permette di trasferire questi aspetti che non possono trovare spazio in un tradizionale CV.

La strategia di una narrazione si costruisce a cominciare dall’obiettivo

La settimana scorsa Marzia Tomasin, ghostwriter e digital copywriter, mi ha fatto un’intervista per il suo blog periscritto. Ne è uscita una piacevole chiacchierata e credo anche una serie di spunti che mi fa piacere condividere sul tema della narrazione applicata al mondo delle imprese.

Questo è il link al quale potete trovare l’intervista e vedere il relativo video pubblicato su YouTube. La stessa intervista potete ascoltarla scaricando il podcast via iTunes o Spreaker.

 

 

Un portatore sano di storie positive

Era il 1998 e, per chi voleva lavorare nella comunicazione, l’unica cosa da fare era trasferirsi a Milano. A meno che… La vita di Andrea Bettini è costellata di “a meno che”, ovvero di percorsi predefiniti che, all’ultimo momento, subiscono una deviazione. Ed è stato a forza di incamminarsi lungo le strade meno battute che Bettini è riuscito a costruirsi una solida carriera in questo mondo, nel quale oggi è conosciuto come uno tra i precursori dello storytelling…

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Le aziende sono storie: raccontiamole

La settimana scorsa ho concluso il corso di Corporate Storytelling per uno straordinario gruppo di piccoli imprenditori, artigiani e liberi professionisti. È sempre un piacere dare tangibilità alla narrazione d’impresa confrontandomi con chi ogni giorno scrive un proprio personale capitolo di storia d’azienda. Prima di lasciarvi all’intervista che mi avevano fatto alll’inizio di questo percorso, permettetemi di ringraziare il CNA di Treviso per l’organizzazione e tutti coloro che in maniera attenta e appassionata mi hanno seguito durante questo viaggio.

 

E comunque il tema centrale sono le persone

Oggi ho avuto il piacere di essere in onda su Radio 1 Rai all’interno della trasmissione Eta Beta, condotta da Massimo Cerofolini. Il titolo della puntata era Personal Branding e Storytelling. A parlare del primo c’era Alessio Beltrami, autore di “Sfrutta i contenuti, genera nuovi clienti e fai Content Marketing” (Dario Flaccovio Editore), mentre io sono intervenuto sulla parte di Storytelling, presentando il mio libro “Non siamo mica la Coca-Cola, ma abbiamo una bella storia da raccontare” (Franco Angeli Editore). Comunque sia alla fine il tema fondamentale che è emerso (e non poteva essere diversamente) è la centralità della persona quando si parla di raccontare un’impresa. A prescindere da tutto. Dimensioni, fatturati, numeri e cosa effettivamente produce.

Questo è il link del podcast per riascoltare l’intera puntata